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Piano Infrastrutturale Acquedotti (PIA)
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Tanto migliore sarà la conoscenza del territorio, tanto minori saranno i costi gestionali: è sulla base di questa convinzione che è stato approvato il Piano Infrastrutturale Acquedotti (PIA) presentato dall’Ufficio Geologia dell’azienda. L’obiettivo principale è quello di soddisfare le esigenze idropotabili andando a prelevare acqua da falde non inquinate, risparmiando sugli elevati costi di potabilizzazione. Per l’avviamento del Piano il finanziamento ammonta a circa 60mila euro, cifra interamente coperta da CAP Holding, che metterà a i dati raccolti disposizione degli Enti interessati al servizio idrico integrato.
CAP Holding ha in gestione impianti relativi al patrimonio acquedottistico di 154 Comuni serviti in provincia di Milano e Monza Brianza, oltre alla proprietà di numerosi acquedotti dei Comuni Soci delle province di Lodi e Pavia. Per patrimonio acquedottistico si intende il complesso infrastrutturale costituito dai pozzi, dalle reti di adduzione e relativi allacciamenti, dagli impianti di trattamento e di protezione catodica. Dei comuni gestiti, quelli sino a ora mappati sono 147, il 95% del totale. I rimanenti 7 non ancora mappati sono quelli di ultima acquisizione, che hanno affidato a CAP Holding il servizio acquedotto nel 2011.
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Il PIA si propone il raggiungimento di due obiettivi strategici: il primo è la programmazione degli interventi strutturali sia sul breve che sul medio termine e prevede l’impiego di strumenti che consentano di conoscere in tempo reale lo stato del patrimonio aziendale, così da orientare la priorità degli interventi e quindi degli investimenti. Il secondo obiettivo è avere uno strumento di verifica costante nella gestione delle risorse idriche oggetto del prelievo.
Per avere un continuo monitoraggio ambientale delle risorse idriche oggetto di captazione, si prevede lo sviluppo di un adeguato sistema di telecontrollo. Tale strumento sarà strutturato in maniera tale da collocare nei pozzi apposite sonde multiparametriche, capaci di rilevare continuamente una serie di parametri strategici (livello idrodinamico, temperatura, conducibilità elettrica specifica, pH, potenziale di ossido riduzione) e di trasmettere i dati a una centrale remota, dove verranno elaborati e immagazzinati.
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Il PIA verrà sviluppato dall’Ufficio Geologia valutando e analizzando le informazioni della propria banca dati, interfacciandosi con gli uffici di CAP Holding e Amiacque: ciò consentirà alle due aziende di tenere costantemente sotto controllo lo stato quantitativo e qualitativo delle risorse idriche sotterranee prelevate dai pozzi aziendali, andando così a implementare il tradizionale metodo di verifica analitica delle acque tramite gli esami di laboratorio eseguiti da Amiacque.
Per raggiungere questi obiettivi si giungerà a predisporre un protocollo guida, composto di due indirizzi: uno puramente acquedottistico, rivolto al GIS (Sistema informativo territoriale), che consta della catalogazione del materiale costituente il servizio idrico integrato; l’altro rispondente a esigenze di carattere strategico (per gli obiettivi futuri) e gestionale (per la corretta protezione dell’attuale patrimonio).
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Il PIA va inteso come strumento operativo dinamico, che può essere variato sia in funzione delle esigenze della collettività servita da CAP Holding, sia a seconda delle alterazioni ambientali che possono compromettere la funzionalità degli impianti. Per questo motivo dovrà essere condiviso fin da subito con l’Autorità d’ambito, in modo da sviluppare progetti che possano trovare sempre possibilità di finanziamento.
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